06 luglio 2008

AMIGA MIA (N.6): PERSIAN GULF INFERNO

Stamattina mi girava così e ci ho fatto un giro. Onestamente non ricordavo di averlo finito, poi dando un'occhiata al filmato qui sotto, tutto è ritornato chiaro e limpido. Di certo non avevo scordato le urla in arabo dei nemici che poppavano qui e li, in questo sparatutto veramente figherrimo che per certi versi fa venire in mente Impossible Mission, "leggermente" più incattivito. Scopo del gioco? Disattivare una testata nucleare pronta a esplodere massacrando terroristi vari con armi di vario tipo, dopo essersi infiltrati nella base nemica. Curiosità: la Parsec, software house che ha sviluppato il prodotto, è praticamente scomparsa dopo la pubblicazione

04 luglio 2008



LA SALVEZZA DEL CAFFEINOMANE: LA MOKONA

Pensavo fosse una minchiata, come tutte le pseudo macchine professionali che promettono caffè da bar dentro casa ma in realtà buttano fuori dell'acqua sporca dal gusto insostenibile. Invece no, lei è diversa, lei non è come tutte le altre, lei è unica. La Mokona è lo step finale, il punto d'arrivo, la manna per tutti coloro che, come me, viaggiano su una media caffeina ancorata attorno alle cinque tazzine giornaliere minimo. Dopo il mio compleanno, tra test vari, prova cappuccio, prova vapore, prova cialda e via dicendo, me ne sarò sparati credo una ventina nel week end, tutti di livello. Caffeinomani, il giorno della riscossa: se avete 170€ da buttare, non aspettate. Questo è IL regalo per voi

Aloha

02 luglio 2008



SBK08: MISSIONE COMPIUTA

1° posizione nelle classifiche di vendita PC, 3° posizione su 360, top ten per PS2 e PSP. In Italia SBK ha esordito alla grande e speriamo continui così dopo il sangue versato durante l'anno. Venerdì prossimo ne sapremo di più, anche dal resto d'Europa, dall'Australia e dal Sud Africa. In UK release posticipata ad agosto, US in arrivo. Parliamo di PR: paginazione spettacolare sulla stampa generalista dopo Monza, copertine su TGM, WinMagazine Giochi, Master Console, X360, Computer Week Giochi e in arrivo GMC. Già fissata una prima cover per la versione PS3, che porta il conto a un mastodontico 7, un record per un gioco di moto. 7.5 di X360, 8 di Game Republic, 8 di OXM, 91 di Play Generation (versione PS2 e PSP) i voti della carta per il momento. 8.5 di Everyeye e 9 di Xbox Way i punteggi per l'online. Tra il day one e metà di luglio, tutti dovrebbero essere fuori avendo ricevuto il pacco. Tirando le somme, dal mio punto di vista, una soddisfazione incredibile, che ha frantumato tutti i precedenti di Moto GP nonostante l'infinita serie di casini con cui si è dovuto combattere, su cui magari tornerò poi. Per il momento, riposo, vista la settimana infernale che almeno era stata preceduta da una lunga scampagnata in quel di Misano, impegnativa ma appagante. Chiusura con screen di Lanzi per salutare la mitica Rossella, PR di RG, la cui hospitality è stata eletta all'unanimità come migliore dell'intero paddock (e se Dio vuole, abbiamo portato pure abbastanza culo a Lorenzo, che tra le altre cose è un patito del videogioco). Ciao Rossella, grazie. Noi altri ci aggiorniamo che qui è la rivoluzione. Veramente

Aloha

30 giugno 2008



BADABOOM

Non si puà stare una settimanella senza internet che ti sparano l'annuncio del secolo. Tutti lo volevano, tutti lo aspettavano, tutti lo invocavano (e vorrei vedere). Alla fine, dopo anni di attesa, Diablo III è stato fatto vedere e sarà probabilmente la menata hypposa con cui avremo a che fare da qui alla release. Certo è che Blizzard, fino ad oggi, non ne ha sbagliata una (direi nemmeno Ghost che alla fine, da qualche parte, uscirà) e anche stavolta Vivendi ha per le mani una bomba atomica in grado di radere al suolo tutto e tutti. Pensate che Diablo, ad oggi, vende ancora 200.000 copie l'anno, ossia ben più di tanti prodotti "attuali" che sognano uno spazio importante sul mercato. Detto questo, vado a fare un paio di robe e a pensarci su: momenti di riflessione importante e di chiusura dell'anno fiscale, oggi

Aloha

26 giugno 2008



SETTIMANA DE FUEGO

In tutti i sensi. Dopo un mare di pioggia, è arrivata la fottuta estate e se a Varese si sopravvive, Roma resta il solito forno maledetto da Dio, che quando è così mi fa rimpiangere totalmente il freddo nord con la nebbia, i diluvi e tutto il resto. Anyway, tutto sommato dall'ultimo aggiornamento ho girato come un trottolino e complice la mia mancata partecipazione all'IDEF (che si chiude oggi), ho avuto tempo di organizzarmi un po' di appuntamenti nella capitale, approfittandone anche per portare avanti un po' di robe in sospeso. Finalmente ho incontrato il buon Roberto Recchioni e al solito, se dovessi basarmi unicamente su un semplice giudizio a pelle, mi verrebbe da dire che faremo svariate cose belle insieme, visto quello che è uscito fuori a cena e come tutto sia stato molto easy. Per me resta sempre questa la cosa più importante quando si parla di lavoro e si parte con un primo incontro così (carbonara con tartufo rulez, tra le altre cose). Definita un po' anche la situazione per un paio di progetti a livello consulenza, che si concretizzeranno intorno a dicembre (uno dei quali, potenzialmente, molto molto interessante). E poi? Poi è arrivato Solitudo, un film di Piero Borselli prodotto da Incredible Machine dell'amico Luca che se meritasse tanto quanto il packaging tirato su per l'occasione, sarebbe sicuramente un capolavoro (devo ancora vederlo) e finalmente si è definito anche un po' lo scenario legato alla parte accademica, con tutti i programmi in chiusura per la prima settimana di luglio. Prima settimana di luglio che per me sarà forse la più importante degli ultimi due anni, con un paio di proposte da valutare e un cambiamento importante da affrontare, speriamo nella migliore delle condizioni. E SBK? Di quello parleremo appena avrò fra le mani qualche numero preciso, ogni mancanza di considerazioni sul lancio del 20, non è assolutamente casuale. Per ora passo e chiudo, sono in partenza per Misano per andare a vedere la gara e incontrare stampa Europa e piloti con FG Sport con cui, tanto per, avrò ancora di più a che fare del solito entro breve

Aloha

19 giugno 2008



SONO UN FOTTUTO VECCHIO

Il fatto che oggi sia il mio compleanno e che ormai pendo pericolosamente verso i 30, in realtà non c'entra molto con questo post che volevo fare già da qualche giorno. Nell'ultima settimana infatti, una serie di coincidenze mi hanno fatto ragionare sul fatto che, si, il tempo effettivamente passa pure per gli eterni minchioni come me. Ho cominciato con Facebook (che non avevo mai utilizzato perchè per lavoro preferisco Linkedin), dove sono stato aggiunto da una mia ex compagna di liceo, ancora in contatto con tutti i miei ex amichetti della fase biNbominkia. Una roba in pieno stile "Compagni di Scuola" che a dir la verità mi ha fatto sorridere e imbruttire allo stesso tempo anche perchè io, finito il liceo, ho mollato tutto per andare a giocare fuori e poi, sempre causa calcio sono stato in giro qualche annetto prima di tornare a casa, senza comunque mai più cagarmi nessuno. Vedere quello che hanno combinato il secchione e la pupa, l'amico e quello che non ti sei mai cagato, fa sempre un certo effetto. Tra dentisti, biologi, consulenti e ingegneri, per fortuna, posso dire che la mia classe è andata meglio di tante altre e più o meno tutti fanno una vita normale (figli compresi, il che quando l'ultima immagine che hai in mente è quella di una diciottenne che fa la maturità, fa discretamente pensare). Dopo Facebook, un paio di telefonate di ex compagni di squadra di qui e di la, che ti cercano perchè ti vogliono fare gli auguri, poi accendi la televisione e vedi la finale del campionato Primavera in replica su Sky: in campo ci sono gli '89 ma anche i 90 e i '91. Io quando Fiorillo nasceva (il portierino fenomeno della Samp), cominciavo a fare i pulcini con lo Stamira 78, lo "squadrone" di Piazza Bologna con cui ho iniziato a dare i primi calci prima di Savio, Romulea, San Lorenzo, Almas, Roma, Viterbese, Fregene, Cisco, Isola Liri e un paio d'altre tra Berretti, Primavera, C, D (anzi, Interregionale ancora si chiamava). Quando ero a Trigoria con il grande Francesco Quintini (ciao Mister), c'erano ancora Cervone e Zinetti che oggi, a conti fatti, hanno rispettivamente 46 e 50 anni. Alidori che era il mio modello di portiere giovane dell'epoca (mi regalò un guanto che potevo infilarmi su una gamba), oggi di anni ne ha 38. Fino al 2000 leggersi su Gazzetta o Il Messaggero o la stampa locale (La Provincia a Frosinone rullava), ti faceva stare bene. Oggi sui canali tematici trasmettono gli allenamenti degli esordienti e su Il Messaggero ci si scrive di videogiochi. Se parliamo poi di lavoro appunto, ancora peggio: a casa ho ancora l'Amiga 500 attaccata e pensare che funzioni ancora dopo 20 anni (entrò a casa mia il 1 maggio 1989, per la comunione), poi guardare verso il 360 e il 50" HD, ti fa fermare un attimo. Ieri poi, ho comprato anche l'ultimo numero di Game Republic e mi ha fatto strano leggere l'editoriale di addio di Jabba, che dal numero 97 non seguirà più quel magazine che a conti fatti ha ereditato quando XBM è stata lasciata nelle mie mani. Leggere proprio in quell'editoriale e nella posta, dei saluti e degli aneddoti"nostalgici", ha avuto il suo porco effetto, anche se alla fine al Serino un paio di cartelle sui denti le avrei date volentieri qualche volta e lo stesso avrebbe fatto lui con me. Però poi basta un attimo, una cosa così, e ti accorgi che alla fine son tutte minchiate e che a volte ci vuole veramente poco. Il succo del discorso, nonostante la spataffiata qui sopra, non cambia però: non ho più 18 anni, ma ogni tanto mi fermo e delle volte sembra non sia cambiata una mazza. Ho fatto sempre e solo quello che mi andava di fare, quando volevo farlo, riuscendo più o meno in tutte le (poche) cose che fino ad oggi mi hanno interessato veramente e per questo mi ritengo fortunato e discretamente felice. Alla soglia della senilità, non è mica poco eh! E adesso vediamo che succede con l'arrivo dell'estate, sembra arrivato il momento dell'ennesima rivoluzione

Aloha

14 giugno 2008



VIDEOGIOCHI E CENSURA: QUESTIONE DI CONTENUTI E INTERATTIVITA', DICONO

Qualche giorno fa Marco Accordi aveva lanciato una provocazione, riguardo un ipotetico Call of Duty settato tra campi di concentramento, Olocausto e atrocità varie, a cavallo della caduta del Reich durante il secondo conflitto mondiale. Si parlava di taglio documentaristico e di come sia labile a volte, parlando di videogiochi, la linea che separa il divertimento dall'inutile mercificazione di conenuti e situazioni storicamente difficili da affrontare, spiegare, rappresentare. Ciò che in genere viene teorizzato è che è l'interattività di base del videogioco stesso a far oltrepassare quella linea che per altri media è immobile (scoperta sensazionale direi). Io personalmente da un po' di tempo, in queste diatribe, preferisco non entrare più. Mi hanno rotto le palle i soliti ciarlatani che aprono bocca senza sapere ma un po' mi hanno rotto le palle anche tutti quelli che partono in sesta per ogni castroneria sparata contro i tanto amati "giochini elettronici". Ci può stare del resto, non si può fare una crociata ogni 10 giorni direi anche se l'occasione ci sarebbe anche. Io non sono un grande amante della televisione, anzi, e una delle risposte tipiche durante le varie sessioni di difesa dopo gli attacchi del Castellano di turno è che "ogni giorno si vede di peggio in TV e nessuno dice niente". Vero, verissimo, per carità, ma anche scoprire che tette, culi, violenza e programmi inutili sono un problema di ora, mi sembra abbastanza comico per una strategia difensiva che meriterebbe qualcosa di più. Personalmente, non sono mai stato un fruitore dello scatolotto, utilizzato solo per attaccarci le console negli ultimi 12 anni almeno e poco più. Trovo che alcune cose vadano viste, specialmente quando si lavora in un settore come il mio, ma non sono mai stato neppure da biNbominkia, uno di quelli pronti a passare un pomeriggio sdraiato sul divano, neppure davanti ai cartoni animati. Recentemente tuttavia, ho dovuto per forza di cose installare Sky in casa (su Sky pianifichiamo tantissima pubblicità per i nostri prodotti, con Sky ho in ballo un paio di cose dal punto di vista autorale molto interessanti, su Sky ci sono dei programmi che devo seguire per forza). Effettivamente il satellite ti apre un mondo e tra le tante cose propinate (belle, meno belle, fantastiche, lammerda...) ogni tanto capita qualcosa che ti fa tornare al punto di partenza di questa riflessione, pur essendo il tema trattato decisamente differente e poco attinente

Ieri sera ho visto per la terza volta "Vita al Pronto Soccorso", un format americano naturalmente, passato da Discovery Channel (non un canale del menga quindi, di default impostato proprio in chiave documentaristica), che racconta l'esperienza dei medici degli ospedali più incasinati d'America, impegnati con emergenze vere, crudissime e soprattutto filmate dal primo all'ultimo momento. Il signor Willy è il primo ad arrivare: gli è caduto un pezzo del tetto di casa sulla gamba. Frattura esposta della tibia, piange dal dolore mentre gli puliscono la ferita. Alla fine devono imbottirlo di morfina e trova anche il tempo per ridere, mentre ai parenti dicono che rischia l'amputazione dell'arto, considerando i detriti infilati nelle carni, intorno all'osso. Il secondo ospite è John, bambino di 7 anni in preda alle convulsioni. Una specie di posseduto che solo le medicine possono placare, mentre la mamma disperata piange senza capire una cippa di quel che sta succedendo. Per terzo entra Martin, un tossico che è stato pestato di botte per una dose. Per fortuna la tac dice che non ha niente che non va, giusto la testa aperta in più parti, ma sono solo tagli. Zampillano sangue in faccia ai dottori ma con un po' di punti qui e li tutto si risolve (ovviamente la cucitura è illustrata nel dettaglio, con i pezzetti di pelle presi, appoggiati e "saldati" a modo). A un certo momento la situazione degenera: Peter, 35 anni, ha avuto un incidente in macchina ed è stato sbalzato fuori: frattura del bacino, frattura scomposta ed esposta di femore, tibia e caviglia. Praticamente ha una gamba in tre pezzi girata al contrario. Per fortuna è svenuto dal dolore e non sente una sega, sostanzialmente l'arto è a squadra in posizione opposta a quella "consona". Passaggio in sala operatoria, i medici cercano di capire che fare: "Dove cazzo è l'osso? Trovato?" "No, troppo sangue, non vedo una cippa, questa è una vena recisa, non c'entra nulla". Peter per fortuna, comunque, si salverà dopo 8 interventi e in 36 mesi, forse, tornerà a camminare come prima. Il gran finale però è in agguato: Robin è stato rapinato, gli hanno sparato un colpo nello stomaco. Soffre come un cane, perchè l'emorragia in questi casi è devastante e il dolore infinito. I medici lo intubano, bisogna estrarre il proiettile, si va in sala operatoria. La camera gioca tra il volto di lui (ora anestetizzato dopo le lacrime e le urla) e la sua pancia, aperta, con un paio di persone a tirar fuori interiora in cerca di questo minchia di proiettile. L'operazione procede per qualche minuto in maniera surreale. Sembra come quando si cerca qualcosa in uno scatolone, il concetto è quello. Al termine della procedura, zoomata sul macchinario che controlla le pulsazioni: Robin è morto, non ce l'ha fatta. Cazzo, dico. Hanno filmato e fatto la telecronaca di un'agonia reale, riprendendo, montando e commentando il decesso in modo che fosse televisivamente funzionale. Come succede nei documentari, per l'appunto. Non sono un bigotto, trovo che per far riflettere i giovani, siano cose come questa a dover essere mostrate nelle scuole: questo è quel che succede se fai lo stronzo, questo è quel che succede se maneggi un'arma, questo è quel che succede se corri come un pazzo in macchina e così via. Devo dire però che vedere queste cose mi ha turbato parecchio, eppure sono uno di quelli che quando ha giocato Postal, non si è fatto problemi a pisciare su una tomba, a massacrare una schiera di mamme rompicoglioni e a montare un gatto su un fucile come silenziatore. Siamo sicuri che l'interattività sia il problema? E Mastella, Castellano e quel mare di rompicoglioni che parlano ogni 3x2, avranno Sky? Secondo me se ne può parlare

Aloha

13 giugno 2008



C'ERA UNA VOLTA XBOX MAGAZINE

Era un po' che volevo farlo effettivamente e il momento, per caso, è giunto. Si perchè negli ultimi giorni XBM è tornata a farsi sentire, per una serie di motivi. Un cambio di ufficio mi ha portato a riordinare pile di vecchie riviste che abbiamo ovviamente conservate come archivio per la rassegna. A casa, ho dovuto cercare per un paio di amici che chiedevano delle cose, alcuni articoli scritti all'epoca proprio sul magazine. La scorsa settimana poi, ho conosciuto il simpatico Simone Trimarchi, anche lui opinionista su Game Pro (ma soprattutto netgamer professionista e autore della trasmissione GXT Calcio sull'emittente dell'amico Angelo, con cui abbiamo in piedi parecchi discorso interessanti e lollosi). Simone ha cominciato la sua vita da "scrivano" proprio sulle pagine di XBM poco prima che cominciassi a dirigerla, così come tanti altri validi elementi che ogni tanto poppano qui e li sulle pagine delle realtà editoriali più importanti del nostro paese. XBM è ovviamente incorniciata in casa, dal primo all'ultimo editoriale, dal primo all'ultimo numero e più o meno ricordo la gestazione di ogni singola uscita, per una serie di motivi. XBM era una rivista sfigata, l'ultima della scuderia Play Press come volume di vendite, in realtà sempre oneste ed era partita anche abbastanza bene prima di essere abbondonata e poi ripresa per i capelli dal sottoscritto, dal buon Ricciotto (sempre in cerca di contatti, dal '92) e da Stefano Vanini al numero 18, con la fantastica cover di Ninja Gaiden a far bella mostra di se dopo aver convinto Itagaki a raccontarci un po' del suo lavoro, all'epoca ancora in rampa di lancio. In realtà XBM, essendo la più sfigata, era anche la più genuina per certi versi. C'era da fare un esperimento? Vai di XBM. C'era un collaboratore da testare? Vai di XBM. Avanza la foto di una figa? Vai di XBM (anzi, vai di Extra, che a distanza di anni fa sempre ridere avendo raccolto simbolicamente l'eredità di quel puttanaio che era PC Ultra). Arrivare in edicola ogni mese è sempre stata una sfida ma come ogni compito "difficile", ti lascia dentro tante cose e l'esperienza che è sempre la cosa più importante (oggi a svariati anni di distanza mi rendo conto che sarebbe potuta costare 1/10 della fatica con il doppio dei risultati ma del resto il lavoro avveniva in condizioni a dir poco proibitive, essendomi sparato il primo anno di lavoro da solo, pure se l'apertura formalmente era di un'altra persona). La mia gestione è durata più o meno un anno, poi sono stato "promosso" su Official Playstation Magazine (altra esperienza che porta a un consiglio/riflessione: quando vi dicono "promosso" deve arrivare anche un aumento, altrimenti si legge "inculato"). Il salto era importante, all'epoca OPM era una delle riviste più vendute in Italia, il prestigio era indubbio (considerando che pure li, ogni 50 firme, 25 erano le mie) ma mi è girato tanto il culo, veramente. Vedere nascere, crescere, soffrire e guarire un figlio è una cosa che ti segna e XBM era la mia bambina. Sticazzi di Game Republic, di PSMania, dell'Ufficiale Playstation, degli speciali (tranne quello Retrogaming che ho lottato per fare ma, regà, non ce l'ho fatta). Oggi quella rivista, dopo esser passata per una tristissima fase XGamer, è diventata X360 e il buon Lucio Bernesi se l'è portata avanti per tanto tempo, rendendola anche piuttosto gradevole. Vediamo che fine fa perchè in fin dei conti, un pezzetto di quella carta, lo sentirà sempre un po' mio. In foto una delle copertine a cui sono più attaccato, in un momento che ha segnato decisamente un inizio e una fine, per una serie di motivi. Una cover che ho ritrovato scovando una vecchia intervista che un sito mi chiese di fare, nell'ormai lontano 2004. Devo dire che a rileggerla mi sono imbellito

Aloha